STEATOSI EPATICA

Pubblicato il 16/06/2017

Steatosi Epatica

La Steatosi Epatica o fegato grasso è un eccessivo accumulo di grassonelle cellule epatiche. Se il grasso ammonta a più del 5-10% del peso del fegato, allora possiamo parlare di fegato grasso che può sviluppare serie complicanze.

Un’alimentazione troppo ricca di calorie è la prima causa. Quando il fegato non metabolizza i grassi come dovrebbe fare normalmente, si accumula grasso in eccesso, l’obesità, il diabete o l’ipertrigliceridemia sono infatti le principali cause della steatosi.

La maggior parte dei pazienti con fegato grasso, ma non tutti, hanno un età tra i 40 ed i 60 anni e sono in sovrappeso. Inoltre anche l’abuso di alcol, la rapida perdita di peso per diete estreme e la malnutrizione possono condurre a questa situazione.
La steatosi non è una condizione che va sempre a causare danno epatico. Tuttavia in alcune persone (in una percentuale compresa tra il 2 e il 5%) l’eccesso di grasso porta ad una infiammazione del fegato. Questa condizione, chiamata steatoepatite, causa danno epatico.

Alcune volte l’infiammazione di un fegato grasso è collegata all’abuso di alcol; in tal caso si parla di steatoepatite alcolica. Diversamente si parla di steatoepatite non alcolica, o NASH.

Un fegato infiammato può diventare fibrosoe indurito col passare del tempo, questa condizione, può portare ad una cirrosi, un passo decisivo verso l’insufficienza epatica.

La Steatosi non produce sintomidi per sé, così spesso la gente apprende di avere il fegato grasso quando fa degli esami medici per altre ragioni.

La steatoepatite non alcolicapuò danneggiare il tuo fegato per anni o decenni senza causare alcun sintomo. Se la malattia peggiora, puoi provare affaticamento, calo di peso, debolezza e confusione.

Diagnosi della Steatosi Epatica

Presso lo studio gastroenterologo a Palermo del dott. Alabiso potrai effettuare una visita di controllo, la steatosi epatica non presenta sintomi o, comunque, non è associata a disturbi specifici, la steatosi epatica si caratterizza, infatti, per un modesto rialzo delle transaminasi (ALT e AST), spesso associato ad un aumento concomitante delle gammaGT. Il fegato può mostrarsi ingrandito alla palpazione; l’ecografia, esame semplice ed immediato, mostra un fegato “brillante”, facilitando così una rapida diagnosi. Nel caso di steatosi epatica , tali dati, associati ai fattori predisponenti sopra descritti, sono già sufficienti per la diagnosi e per il conseguente approccio terapeutico (per esempio, in caso di steatosi secondaria a sovrappeso od obesità, il calo ponderale graduale favorirà la risoluzione della steatosi e la normalizzazione dei livelli di transaminasi). Nel sospetto che ci sia anche un’infiammazione, in assenza di altre cause di malattia epatica che la possano giustificare, per i motivi sopra citati di rischio di progressione, si renderà necessaria la biopsia epatica. Questa servirà sia per la conferma diagnostica che per la valutazione della malattia epatica.

Terapia

Per quanto abbiamo detto, non esiste una terapia specifica per curare la steatosi del fegato. Essendo, infatti, questa l’espressione di numerose malattie e, spesso del sovrappeso, la terapia deve essere rivolta alla causa. In particolare, le misure da adottare sono l’eliminazione dell’alcol, una corretta alimentazione (mista, non incentrata su grassi e carboidrati, ricca di frutta e verdura) che porti ad una riduzione del peso corporeo, integrata con l’attività fisica o sportiva, dove possibile. Nel caso di steatosi secondaria a diabete o ad altre patologie, la terapia sarà quella del diabete stesso o delle patologie primitive. È stato discusso uno studio recente che dimostra come nei pazienti obesi, la perdita di peso di appena 8 kg sia sufficiente a pulire il fegato dai grassi, migliorare la sensibilità all’insulina e normalizzare il glucosio a digiuno.

Consigli pratici:
Ecco come si può tenere sotto controllo il “fegato grasso”:

  1. evitare gli alcolici e i grassi animali (burro e grasso della carne);
  2. ridurre l’apporto calorico nella dieta, fino a eliminare l’eventuale sovrappeso;
  3. prevenire qualsiasi rischio di virus-epatite : vaccinazione contro l’epatite B ed evitare contagio da conviventi malati o portatori-sani dell’epatite-C.
  4. attenzione ai farmaci, dei quali non si può mai prevedere la tolleranza in questi soggetti: meglio limitarsi ai farmaci abituali, di cui si conosca l’innocuità nel caso specifico, e in dose minima efficace soprattutto per gli antibiotici e perfino per alcuni fitofarmaci;
  5. fare esercizio fisico ogni giorno (esempio 3-7 km a passo veloce);
  6. curare le malattie metaboliche associate, specie il diabete e l’aumento dei trigliceridi.

Per qualsiasi informazione contattare il gastroenterologo a Palermo Dott Alabiso Giuseppe presso lo studio di via Dante, 119 Palermo Tel.+39 091 225469 – Cell.+39 347 3186045 .


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